I Colori del Dolore ...

I Colori del Dolore ... e della GUERRA
Morte, paura, morte, morte, paura, paura, morte.Dolore, disperazione, rabbia. Violenza, morte, paura, morte. GUERRA.Pianto, dolore, paura, pianto, morte. Orrore. Guerra.Sangue, paura, morte, orrore, guerra. TRISTEZZA.

Nasciamo piangendo. La vita ci offre qualche sorriso e poi di nuovo è pianto. Un pianto senza lacrime. Un pianto che fa male dentro. Ti scuote. Vivere o morire sembra essere la stessa cosa. Nessuna certezza. Nessun sorriso. Solo un vuoto. Profondo e immenso vuoto. Incolmabile..

I fatti di Parigi rischiano di far sprofondare l'intera Europa in una paura tetra e logorante. Europa, ma quale Europa. Quella dello sfruttamento. Disuguaglianza sociale ai massimi storici. Altro che Europa. Nazioni disgregate al loro interno. Unite solo per qualche istante dal dolore. Gente che da anni sopravvive. Sopravvive col minimo che gli viene concesso da un sistema di società civile che non funziona più.

Non si può sperare di crescere all'infinito senza lasciare cenere e morte sul terreno. Un vivere quotidiano siocialnetworkizzato. Virtuale. Niente contatti col mondo reale. Ognuno scrive per farsi leggere e non legge. Un'eterna solitudine con l'illusione di migliaia di amici e amicizie.

Nessuno che si preoccupa per davvero dei problemi. Non degli altri ma anche dei propri. Solo un continuo arraffare, raschiando il barile della speranza. Ecco che l"ISIS" ci scuote. Una violenza inaudita (?). Veramente sono milioni le persone che ogni giorno vivono "Parigi". Eppure si fa finta di niente. Non tocca a noi.

La solita manfrina. Solidarietà. Tutti uniti. E avanti alla via così. Fin che dura. Le immagini di Parigi così crude. Cadaveri trascinati per strada. Per terra. Feriti doloranti che urlano. Sangue, morte, paura, orrore. GUERRA. Guerra.

La terza guerra mondiale è in atto e oggi (forse) ce ne siamo accorti.
Anni di dolore, paura, orrore ci attendono. Dio ci aiuti. Il calumet della pace si è spento da tempo, sul viso portiamo i colori del dolore e ... della GUERRA.


Luigi Palamara

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