I doveri del giornalista nell'era multimediale, nella 'lectio magistralis' del presidente Giuseppe Soluri

“I DOVERI DEL GIORNALISTA NELL’ERA MULTIMEDIALE”
Domenico Salvatore

Al di là dei compiti istituzionali, i giornalisti calabresi presenti alla riunione, hanno ricevuto dall’illustre ospite, preziosi ed insostituibili suggerimenti, indicazioni, avvertimenti ed imbeccate. Venerdì 13 novembre 2015, nel Salone della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Soluri, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, ha tenuto un seminario, se non meeting o simposio, con i giornalisti della Calabria. 
Pippo Diano (a sx) e il Presidente Giuseppe Soluri

In relazione alla Legge 148/2011…
“Documento
Regolamento sulla formazione professionale continua
degli iscritti all'Ordine dei giornalisti
Art.1
Scopo del Regolamento
1)  Scopo  di  questo  Regolamento  e disciplinare l’attività di formazione  professionale  continua  (FPC)  per  gli iscritti all’Albo.
2)  Il  Regolamento  per  la  formazione  professionale  continua
È in  sintonia  con  quanto  previsto  dalla  legge 148/2011, dall'art.20, comma b, della legge 69/1963 e dall'art.118 della legge 388/2000.
Art.2
 Definizione e obiettivi della FPC. La formazione professionale continua:
a) è attività obbligatoria di aggiornamento, approfondimento e sviluppo delle conoscenze e delle competenze giornalistiche  ai  sensi  dell'art.  3,  comma  5,  della legge  148/2011.  Il  suo  svolgimento  e uno  dei  presupposti per la correttezza e la qualità dell'informazione;
b) e svolta nell’interesse dei destinatari dell'informazione e a garanzia dell’interesse pubblico;
c) è obbligo deontologico per tutti i giornalisti in attività, iscritti da più di 3 anni.
Art. 3
Attività di formazione professionale continua Costituiscono attività di formazione professionale continua i seguenti eventi formativi, tenuti anche all'estero o  nelle  lingue  delle  minoranze  linguistiche  e  riconosciuti  dal  Consiglio  Nazionale  dell’Ordine  dei  giornalisti (indicato in seguito come Cnog):
a) frequenza di corsi, seminari e  master;
b) partecipazione agli eventi di cui sopra in qualità di relatore;c) pubblicazione di libri a carattere tecnico-professionale;
d) insegnamento a livello accademico di discipline riguardanti la professione giornalistica;
e) svolgimento di attività formative a distanza (elearning) accreditate dal Cnog;
f) frequenza di corsi di aggiornamento sull'utilizzo professionale delle nuove tecnologie.
g) frequenza di corsi di formazione organizzati da aziende, istituzioni pubbliche e private e altri soggetti.
Art. 4
Periodo formativo
1) Il periodo di formazione professionale continua è triennale. Il primo triennio decorre dal 1°gennaio 2013 e costituisce il riferimento temporale per tutti gli iscritti.
2) L'anno formativo decorre dal 1° gennaio e termina il 31 dicembre.
3)  Il  credito  formativo  professionale  (CFP) è l'unità di  misura  per  la  valutazione  dell'impegno  richiesto  per l'assolvimento del compito della formazione professionale continua.
Art. 5
Assolvimento dell'obbligo della formazione professionale per l'assolvimento dell'obbligo di formazione l'iscritto all'Ordine dei giornalisti è tenuto a:
a)  acquisire  60  crediti  formativi  in  ciascun  triennio  (con  un  minimo  di  15  crediti  annuali)  di  cui  almeno  15 crediti derivanti  da  attività formative  aventi  come  oggetto la  deontologia. Tramite  le  attività di formazione  a distanza  gli  iscritti  possono  acquisire  un  massimo  di  15  CFP  nel  triennio.  I  crediti  conseguiti  secondo  le modalità previste dall'art. 3.per i  punti b) e g) non possono superare il massimo di 10 nel triennio; per  il  punto  c)  non  possono  superare  il  massimo  di  5  per  ciascuna  pubblicazione  e  un  totale  di  10  nel triennio; per i punti d),  e)  ed  f)  non possono superare il massimo di 20 nel triennio;
b) documentare  all'Ordine  regionale  di  appartenenza  l'avvenuto  svolgimento  della  formazione  continua  al termine di ogni triennio;
c)  in  nessun  caso è possibile  riportare  nel  computo  dei  crediti  di  un  triennio  quelli  maturati  nel  triennio precedente;
d) per i nuovi iscritti all'Albo, l'obbligo formativo annuale decorre dal 1°gennaio del terzo anno successivo a quello di iscrizione. Tale previsione non si applica nel caso di cancellazione e successiva reiscrizione; e)  il  mancato  assolvimento  dell’obbligo  formativo è ostativo  all’attribuzione  di  incarichia  qualsiasi  titolo deliberati dal Consiglio Nazionale.
Art. 6
Attribuzioni e compiti del Consiglio Nazionale
Il  Consiglio  Nazionale  dell'Ordine  dei  giornalisti,  ai  sensi  dell'art.20,  comma  b,  della  L.69/1963, coordina, promuove e indirizza lo svolgimento della formazione professionale continua e la orienta verso le nuove aree di sviluppo della professione. In particolare il Cnog: a)  valuta  e  approva  le  attività formative  inserite  nei  programmi  degli  Ordini  regionali  e  attribuisce  i  relativi crediti formativi;
b) predispone le norme di attuazione sull'applicazione delle tecnologie di e-learning alle attività formative;
c)  assicura  ampia  e  tempestiva  diffusione  dei  programmi  tra  tutti  gli  iscritti,  anche  attraverso  un'apposita bacheca sul proprio sito internet;
d)  garantisce  uniformità  di  riconoscimento  dei  crediti alle  attività formative  ed  elevato  livello  culturale  delle stesse;
e)   può promuovere   proprie   attività formative,   anche   con   lo   sviluppo   di   innovative   esperienze   di apprendimento a distanza, attribuendo i relativi crediti;
f)  può stipulare  convenzioni  con  le  Università per  definire  regole  comuni  per  il  riconoscimento  reciproco  di crediti formativi professionali e universitari;
g) individua di concerto con altri Consigli nazionali crediti formativi professionali interdisciplinari.
Art. 7
Attribuzioni e compiti degli Ordini regionaliIn materia di Formazione professionale continua gli Ordini regionali:
a) Operando anche di concerto tra loro e con il supporto delle Scuole di giornalismo riconosciute dal Cnog, nonché Università,  aziende,  istituzioni  pubbliche  e  private  e  altri  soggetti,  promuovono  adeguate  offerte formative, predisponendone i relativi programmi;
b)  allo  scopo  di  consentire  la  valutazione  dei  programmi  dell'offerta  formativa,  ne  trasmettono  copia  al Consiglio Nazionale;
c)  favoriscono  lo  svolgimento  gratuito  della  formazione  professionale,  utilizzando  risorse  proprie  e quelle ottenibili  da  sovvenzioni  erogate  per  la  formazione  professionale.  La  gratuità dovrà essere  garantita  sugli eventi che hanno come oggetto temi deontologici;
d) regolano le modalità di rilascio delle certificazioni di partecipazione alle attività formative;
e) adottano sistemi di rilevazione delle presenze dei partecipanti possibilmente con modalità telematiche;
f)  verificano  annualmente,  nei  modi  e  nei  tempi  opportuni,  l'assolvimento  dell'obbligo  di  formazione
professionale.  L'accertamento  della  violazione  di  tale  obbligo  comporta  l'avvio  dell'azione  disciplinare  nei confronti dell'iscritto inadempiente.
Art. 8
Contenuto dei programmi formativi predisposti dagli Ordini regionali1)  I  programmi,  articolati  su  base  trimestrale  o  semestrale,  non  possono  riferirsi  a  un  periodo  superiore all'anno formativo.2) Relativamente agli eventi formativi di cui all'art. 3, i programmi devono indicare:
a) la tipologia dell'evento;
b) gli argomenti oggetto di trattazione;
c) la durata effettiva, espressa in ore;
d) la proposta sul numero di crediti da attribuire;
e) le date previste di svolgimento;
f) il luogo di svolgimento, compreso nella regione di competenza dell'Ordine;

Il dottor Soluri, ha parlato per alcune ore, in un silenzio quasi religioso. A cominciare dalla professione giornalista. Fare il giornalista è in un certo senso, una missione. Una relazione quanto mai preziosa. Molti giornalisti, professionisti e non, dei presenti, conoscono bene la deontologia professionale e le leggi che riguardano la professione giornalista. Non sono pochi, quelli che la conoscono in maniera approssimativa. E quelli, che addirittura la ignorano; quasi completamente. La relazione del presidente Soluri, va a chiarire e rischiarare le zone d’ombra. Centinaia di giornalisti attenti ed interessati a colmare la loro lacune. Quali sono i diritti ed i doveri del giornalista e quali quelli del cittadino-lettore, che comunque ha i suoi diritti sacrosanti ed inviolabili sanciti dalla Carta Costituzionale. Il ruolo primario della comunicazione e le leggi bavaglio. Soluri si è soffermato sulla legislazione che riguarda i diritti del minore. 

Un accenno alla così detta “Carta di Treviso…: I giornalisti italiani, d'intesa con Telefono Azzurro, a cinque anni dall'approvazione della Carta di Treviso, ne riconfermano il valore e ne ribadiscono i principi a salvaguardia della dignità e di uno sviluppo equilibrato dei bambini e degli adolescenti - senza distinzioni di sesso, razza, etnia e religione -, anche in funzione di uno sviluppo della conoscenza dei problemi minorili e per ampliare nell'opinione pubblica una cultura dell'infanzia pur prendendo spunto dai fatti di cronaca. In considerazione delle ripetute violazioni della "Carta", ritengono utile sottolineare alcune regole di comportamento, peraltro non esaustive dell'impegno, anche in applicazione delle norme nazionali ed internazionali in vigore.

1) Al bambino coinvolto come autore, vittima o teste - in fatti di cronaca, la cui diffusione possa influenzare negativamente la sua crescita, deve essere garantito l'assoluto anonimato. Per esempio deve essere evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possono portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori, l'indirizzo dell'abitazione o il Comune di residenza nel caso di piccoli centri, l'indicazione della scuola cui appartenga.
2) Per quanto riguarda i casi di affidamento o adozione e quelli di genitori separati o divorziati, fermo restando il diritto di cronaca e di critica circa le decisioni dell'autorità giudiziaria e l'utilità di articoli e inchieste, occorre comunque anche in questi casi tutelare l'anonimato del minore per non incidere sull'armonico sviluppo della sua personalità.
3) Il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano ledere la sua dignità né turbato nella sua privacy o coinvolto in una pubblicità che possa ledere l'armonico sviluppo della sua personalità e ciò a prescindere dall'eventuale consenso dei genitori.
4) Nel caso di comportamenti lesivi o autolesivi (come suicidi, lanci di sassi, fughe da casa, ecc....) posti in essere da minorenni, occorre non enfatizzare quei particolari di cronaca che possano provocare effetti di suggestione o emulazione…”. 

Soluri ha argomentato anche sui social network e sull’attendibilità o meno di certi siti internet. Il valore della credibilità. La crisi dei giornali cartacei. L’avanzata dei giornali online, che sono il futuro dell’informazione. Ci saranno i giornali a pagamento. Di questo ed altro, ha parlato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria. Lo scrosciante applauso a scena aperta e cori da stadio, la dicono tutta sulla validità, valenza e valore dell’oratore, che ha sciorinato fatti, cifre e numeri in maniera chiara e fruibile. Anche per i duri di comprendonio. Va be’ che ognuno possa consultare Google, Wikipedia ed altri motori di ricerca, ma è altrettanto vero che Soluri abbia spiegato in maniera chiara, come zucchero filato e con esempi lampanti, calzanti e brillanti. In merito anche alle fonti ufficiali o affidabili. Per evitare di prendere granchi, abbagli, bufale e leggende metropolitane; se non fischi per fiaschi e lucciole per lanterne. Punti accumulati O.K. ma soprattutto conoscenza delle principali leggi che regolano e governano l’attività del giornalista; la professione del comunicatore. In relazione soprattutto all’avvento delle così dette tecnologìe. Infine qualche minuto è stato dedicato pure alla querela facile dei benpensanti per fare cassetta. Talora in barba al bon ton, al buon senso ed alle stesse leggi. È importante attenersi alle Norme. Non sempre il magistrato archivia. Non c’è democrazia senza stampa libera. Soluri ha bacchettato il bavaglio o legge bavaglio. Come se non bastassero già le minacce e le aggressioni, non solo morali o verbali ai danni dei giornalisti calabresi; i più tartassati d’Italia. Domenico Salvatore


Scrivici

Nome

Email *

Messaggio *