MAFIA: SMANTELLATA COSCA A PALERMO, ARRESTI

Palermo, 12 novembre 2015- È in corso dall'alba di oggi una vasta operazione condotta dalla Squadra mobile di Palermo, diretta da Rodolfo Ruperti, che sta eseguendo una decina di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip presso il Tribunale di Palermo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. In carcere sono finiti presunti esponenti della storica famiglia mafiosa palermitana della Guadagna. L'operazione antimafia, denominata 'Stirpe", ha fatto emergere come ancora oggi i clan mafiosi ricorrono ai riti di affiliazione come nel passato. Il blitz ha disarticolato il vertice del mandamento mafioso Guadagna. Agli arrestati vengono contestati i reati di associazione mafiosa, estorsione e rapina.

MAFIA: IN CELLA ANCHE BOSS SCAGIONATO STRAGE BORSELLINO - PALERMO, 12 NOV - Tra i boss arrestati dalla polizia nel blitz che ha azzerato la cosca palermitana della Guadagna anche Salvatore Profeta, capo della famiglia di Santa Maria di Gesù. Il capomafia, indicato da alcuni collaboratori di giustizia come «uomo d'onore» del clan sin dai tempi del suo storico capo Stefano Bontate, già condannato per mafia, estorsione e droga, fu arrestato per la strage di via d'Amelio. Contro di lui le accuse del cognato, il falso pentito Vincenzo Scarantino autore di un depistaggio. Profeta, scagionato, poi, dall'accusa di partecipazione all'eccidio dal collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, venne rilasciato a ottobre del 2011. Rimesso in libertà, secondo le indagini ha ripreso le redini del mandamento. La sua posizione di comando è stata riconosciuta incondizionatamente sin da subito anche da altri esponenti mafiosi di spicco che in diverse occasioni si sono sottoposti al «rito del bacio in fronte» dispensato dal capo famiglia.
«Quello della Guadagna è sicuramente un quartiere chiuso e molto difficile - spiega Rodolfo Ruperti capo della mobile di Palermo che ha eseguito il blitz - l'attività investigativa ha dimostrato come Salvatore Profeta aveva ripreso in mano le redini del mandamento mafioso grazie al suo carisma. Carisma che abbiamo constatato anche stanotte, visto che quando lo stavamo arrestando c'è stata una lunga processione intorno che ha reso molto complicate anche le fasi dell'arresto».

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